Attività istituzionale

Pierpaolo Bombardiere ri-eletto Segretario Generale UIL
PRIMO CONGRESSO UIL FP Nazionale
Claudio Benedetti è il nuovo Segretario Generale della UIL FPL Roma e Lazio
Oggi, 6 giugno 2025, si è tenuto il consiglio provinciale e regionale UIL FPL Roma e Lazio, alla presenza della Segretaria Generale UIL FPL Rita Longobardi, nel quale si é insediato ufficialmente Claudio Benedetti, segnando l’inizio di un nuovo corso.
Il nostro Alessandro Cammino, nel suo ruolo di Segretario Regionale, ha augurato al neo Segretario Generale i migliori auspici forti della condivisione dei valori fondanti della UIL FPL Roma e Lazio, di sincera stima ed amicizia.



Uil Fpl e Fp Cgil: sul rinnovo del CCNL Sanità 2022-2024 servono risorse vere e risposte concrete!
La UIL FPL Roma e Lazio chiede le dimissioni della Presidente e del Vice Presidente FNOPI nel documento a firma del Segretario Generale Sandro Bernardini e della Responsabile Coordinamento Infermieri Daniela Macrì.
Gravi ed inaccettabili dichiarazioni del Ministro Zangrillo
12/03/2025
22 MAGGIO SCIOPERO NAZIONALE CCNL SANITÀ PRIVATA
12/03/2025
DONNE: Libere di, Libere da.
08/03/2025
Donne e Competenze
06/03/2025
75° compleanno della UIL
05/03/2025

Contratto P.A. le risorse non bastano
03/03/2025
Mobilitazione per lavoratrici e lavoratori della SANITÀ PRIVATA
Vergogna! Padroni predoni coi soldi pubblici!
03/02/2025
La dignità di oltre 200mila professionisti della sanità privata non può essere sacrificata a logiche che ignorano il loro valore e il loro impegno quotidiano!
Vogliamo il #contrattosubito
31/01/2025 La Uil Fpl #presidio al Ministero della Salute, per rivendicare a gran voce il rinnovo dei Ccnl della sanità privata!



È ripresa e proseguirà la #mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dopo il rifiuto di Aiop e Aris a procedere al rinnovo del CCNL della sanità privata e al contratto unico delle RSA, senza ottenere prima risorse integrali da governo e regioni.
Una situazione inaccettabile: oltre 200.000 professionisti senza un contratto, mentre il loro lavoro è essenziale per garantire #salute e #assistenza ai cittadini
Ricevuta la delegazione di Uil Fpl, Fp Cgil e Cisl Fp al Ministero della Salute, dal Capo di Gabinetto, Marco Mattei, nella quale è stata ribadita la necessità di vincolare l’accreditamento delle strutture private al rinnovo dei contratti collettivi, per garantire, agli operatori del settore privato, le stesse condizioni economiche e normative di chi opera nel pubblico.
27 gennaio Giornata della Memoria
𝐑𝐞𝐬𝐩𝐢𝐧𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐦𝐢𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐂𝐍𝐋 𝐒𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐏𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟐/𝟐𝟎𝟐𝟒.
14/01/2025
Difesa la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica.
La Uil Fpl tra le tre sigle che hanno rifiutato di firmare un contratto al ribasso!
NO alla svendita delle lavoratrici e dei lavoratori
NO alle briciole: le risorse sono totalmente insufficienti e inadeguate a recuperare il potere d’acquisto eroso negli anni di vigenza contrattuale
NO ad indennità ferme da 20 anni
NO a disparità tra professionisti dello stesso comparto
NO all’introduzione della figura dell’assistente infermiere
NO ad aumento dei carichi di lavoro
NO ad orari e riposi convenzionali

Continueremo a chiedere al Governo la riapertura delle trattative per rivendicare risorse aggiuntive per la sottoscrizione di un contratto dignitoso, che valorizzi concretamente il valore delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica.
#bastalavoratoridiseriebUIL – Unione Italiana del Lavoro
09/01/2025
07/01/2025
Basta lavoratori di serie B
05/01/2025

UIL FPL Nazionale
E’ tempo di dignità, è tempo di contratti giusti!
Chiediamo rispetto per chi, ogni giorno, serve il Paese!
#uil#bastalavoratoriserieb#UILFPL#CCNL#diritti#contratti#rispetto@uilofficial
04/01/2025

“Apprezziamo l’impegno del ministro Zangrillo per introdurre una maggiore meritocrazia nella Pubblica Amministrazione. Tuttavia, per garantire una carriera realmente basata sul merito, è necessario affiancare alle riforme normative un investimento serio in risorse e retribuzioni adeguate, che allo stato attuale manca” dichiara Rita Longobardi, Segretaria generale Uil-Fpl.
“È incoraggiante il focus sulla valutazione trasparente e sugli obiettivi misurabili per i dipendenti, ma è altrettanto fondamentale che anche i dirigenti siano pienamente coinvolti e responsabilizzati, per favorire la piena applicazione delle innovazioni normative, tra cui le politiche di conciliazione vita-lavoro, come il lavoro agile, che spesso trovano ostacoli proprio ai livelli apicali.” prosegue Longobardi, che osserva “l”aspetto economico resta comunque centrale: non è più tollerabile una disparità di trattamento rispetto al settore privato, in particolare sul piano fiscale per produttività e aumenti salariali, così come per il welfare aziendale. Con la recente manovra, infatti, il peso del finanziamento di queste misure viene trasferito sui lavoratori pubblici, anziché essere sostenuto dalle amministrazioni.”
“Chiediamo un impegno concreto affinché il rinnovo dei contratti garantisca non solo miglioramenti normativi, ma anche incrementi retributivi che siano equi e adeguati all’impegno e alle responsabilità” prosegue la Segretaria, che conclude “invitiamo il Governo a un confronto serio e costruttivo, capace di ascoltare le istanze di chi lavora e di intraprendere quel reale processo di cambiamento di cui tutta la Pubblica Amministrazione ha urgente bisogno”.
IL COMMENTO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DELLA UIL-FPL SULLA LEGGE DI BILANCIO 2025
29/12/2024
La Legge di Bilancio 2025 rappresenta l’ennesima occasione mancata per affrontare in modo incisivo i problemi strutturali che affliggono il nostro Paese. Nonostante alcune misure apparentemente positive, come l’estensione del taglio del cuneo fiscale ai redditi tra i 35.000 e i 40.000 euro, la manovra si limita a interventi frammentari, privi di una visione strategica di lungo periodo. Ancora una volta, ci troviamo di fronte a una politica economica che privilegia soluzioni di breve termine, ignorando i nodi cruciali di un sistema che si sta progressivamente indebolendo.
Sanità pubblica: un diritto sacrificato
La sanità pubblica, da sempre pilastro del nostro stato sociale e della giustizia universale, continua a essere progressivamente marginalizzata. La manovra non prevede stanziamenti adeguati per rafforzare il sistema pubblico, né interventi strutturali per affrontare la carenza cronica di personale e il peggioramento delle condizioni di lavoro. Nonostante le discussioni in corso sui contratti del comparto sanitario, il governo non ha introdotto misure come sgravi fiscali sugli incrementi contrattuali o sulla componente accessoria del salario, che avrebbero rappresentato un segnale concreto per chi lavora in prima linea in condizioni sempre più difficili.
Tra le poche misure dedicate al settore, l’introduzione di un’imposta ridotta al 5% sugli straordinari destinata esclusivamente agli infermieri appare una risposta parziale e inadeguata. Questa misura non solo è limitata a una specifica categoria, ma costringe gli infermieri ad aumentare i carichi di lavoro per beneficiare del vantaggio fiscale, invece di promuovere un rafforzamento strutturale del sistema attraverso assunzioni e modelli organizzativi più efficienti. È inaccettabile che non si preveda un’estensione della misura a tutto il salario accessorio e a tutti i professionisti del comparto sanitario e socio-sanitario, che svolgono un ruolo cruciale nell’assistenza ai pazienti e nella gestione del sistema salute.
Questo tipo di interventi frammentari non riconosce adeguatamente l’importanza del lavoro di ogni professionista sanitario e finisce per perpetuare un sistema che grava su chi già opera in condizioni di difficoltà, senza affrontare le radici della crisi.
Sanità privata: profitti senza garanzie
A rendere il quadro più preoccupante è il continuo spostamento di risorse dalla sanità pubblica a quella privata. Gli accreditamenti pubblici destinati alle strutture private, pur aumentando la disponibilità di prestazioni, non si traducono in miglioramenti contrattuali o salariali per i lavoratori e le lavoratrici del settore privato. Al contrario, queste risorse finiscono per alimentare i profitti dei datori di lavoro, che operano senza condizionalità stringenti. Non vengono richiesti impegni per garantire migliori condizioni di lavoro o reinvestimenti nella qualità dei servizi, creando un sistema che privilegia le logiche di mercato a scapito del benessere collettivo.
Questo modello mina i principi di equità e universalità della sanità pubblica, spingendo i cittadini verso il privato non per scelta, ma per necessità, dato il progressivo indebolimento del sistema pubblico. Come ammonito da sociologi contemporanei, questa privatizzazione strisciante non fa che accentuare le disuguaglianze, creando un sistema a due velocità dove l’accesso a cure tempestive dipende sempre più dalla disponibilità economica.
Funzioni locali: un abbandono inaccettabile
Anche le funzioni locali soffrono di un cronico abbandono. I comuni e gli enti territoriali, che rappresentano il primo punto di contatto tra Stato e cittadini, operano in condizioni di estrema difficoltà. Nonostante l’importanza cruciale di questi enti per la gestione di servizi fondamentali come l’assistenza sociale, i trasporti pubblici e la manutenzione delle infrastrutture, la manovra non prevede risorse adeguate per sostenere il rinnovo dei contratti del personale né per incentivare il salario accessorio.
Questa mancanza di interventi strutturali aggrava le disuguaglianze territoriali, con molte aree del Paese – soprattutto al Sud – che si trovano incapaci di garantire servizi essenziali. Lasciare le amministrazioni locali prive di risorse significa tradire il principio di coesione sociale e alimentare il senso di abbandono delle comunità più fragili. È una situazione che, come osservato da Gramsci nella sua analisi della “crisi organica”, riflette un progressivo disimpegno dello Stato e una frammentazione del tessuto sociale.
Un modello che abdica al pubblico
Il quadro complessivo riflette una scelta politica che sembra abdicare al ruolo dello Stato come garante del benessere collettivo. Privilegiare soluzioni di breve respiro, come la detassazione degli straordinari o il trasferimento di risorse al privato senza condizionalità, non risolve i problemi strutturali ma, al contrario, ne amplifica gli effetti. È un modello che si allontana sempre più dagli obiettivi di equità e sostenibilità, favorendo le disuguaglianze e penalizzando le fasce più vulnerabili della popolazione.
Conclusione
La Legge di Bilancio 2025 non affronta le sfide strutturali del Paese e perpetua un modello economico e sociale sbilanciato. La sanità pubblica viene sacrificata a vantaggio di un privato che massimizza i profitti senza garantire diritti e tutele ai lavoratori. Le funzioni locali, fondamentali per la qualità della vita delle comunità, vengono lasciate senza risorse né strumenti adeguati. Soluzioni temporanee come la tassazione agevolata degli straordinari non possono sostituire politiche di lungo termine, basate su investimenti strutturali, assunzioni straordinarie e un rafforzamento reale del sistema pubblico.
Seguendo le lezioni di Bauman, Habermas e Piketty, è evidente che senza un modello che metta al centro il rafforzamento del pubblico e una redistribuzione equa delle risorse, il rischio è quello di un’Italia sempre più diseguale, in cui i diritti fondamentali, come la salute e i servizi essenziali, diventano un privilegio per pochi. Il cambio di passo necessario non è solo economico, ma culturale e politico: investire nel pubblico significa investire nel futuro del Paese.
Forte preoccupazione per misure inique in sanità:
“In seguito alla recente approvazione della Legge di Bilancio alla Camera, esprimiamo forte preoccupazione per alcune misure che, pur avendo un certo rilievo, risultano parziali e insufficienti nel riconoscere il ruolo cruciale svolto dai professionisti sanitari e socio-sanitari del Ssn” dichiara Rita Longobardi, Segretaria generale Uil-Fpl, che specifica “tra le disposizioni introdotte, da segnalare l’applicazione di un’imposta ridotta al 5% sugli straordinari destinata esclusivamente agli infermieri, con un impatto economico stimato di circa 53 milioni di euro nel 2025″.

“Tuttavia, consideriamo inaccettabile che tale agevolazione sia limitata al solo lavoro straordinario, costringendo gli infermieri ad aumentare i già pesanti carichi di lavoro per beneficiare del vantaggio fiscale. È fondamentale che questa misura venga estesa a tutto il salario accessorio e a tutti i professionisti sanitari e socio-sanitari. Ogni lavoratore di questo settore svolge un ruolo essenziale nell’assistenza ai pazienti e nella gestione del sistema salute e meritano pertanto pari riconoscimento ed equità” prosegue Longobardi, che conclude “ribadiamo con forza la necessità che la discussione in Senato porti a una revisione delle disposizioni attuali, garantendo interventi più inclusivi e strutturali per valorizzare realmente il lavoro di tutti i professionisti del comparto. Solo così sarà possibile costruire un sistema sanitario più equo, efficiente e rispettoso del contributo di ciascun lavoratore.”
Rita Longobardi, Segretaria generale Uil Fpl risponde al Presidente dell’Aran Naddeo sul ruolo del contratto pubblico.
23/12/2024

Il contratto collettivo nel pubblico impiego, come sottolineato dal Presidente dell’Aran, è uno strumento essenziale per bilanciare le esigenze dei lavoratori e gli interessi della collettività. Deve garantire trasparenza, efficienza e rispetto dei principi costituzionali, senza compromettere la sostenibilità economica del sistema pubblico. Tuttavia, questa impostazione pone interrogativi cruciali, soprattutto quando i vincoli finanziari sembrano prevalere sul riconoscimento del valore reale del lavoro pubblico.
La necessità di garantire sostenibilità economica è certamente importante, ma non può trasformarsi in un alibi per comprimere diritti e retribuzioni. Se da un lato la spesa pubblica per beni e servizi tiene conto dell’inflazione e delle dinamiche di mercato, dall’altro lato i salari dei dipendenti pubblici continuano a essere sottoposti a una rigidità che non tiene adeguatamente conto del loro potere d’acquisto.
Questo approccio non è stato esplicitamente affermato dal Presidente, ma emerge implicitamente nella subordinazione delle dinamiche contrattuali pubbliche ai vincoli finanziari. È fondamentale ribadire che il lavoro umano non può essere trattato come una variabile d’aggiustamento delle politiche economiche. La Pubblica amministrazione non deve limitarsi a perseguire efficienza e trasparenza: deve essere un modello di rispetto e valorizzazione del capitale umano.
La funzione pubblica ha da tempo affermato che ogni amministrazione deve garantire il più alto livello di benessere lavorativo ai suoi dipendenti. Questo principio non è solo un obbligo morale, ma una strategia fondamentale per assicurare servizi di qualità. Il benessere lavorativo comprende un ambiente di lavoro sano, opportunità di crescita professionale e una retribuzione adeguata al costo della vita.
Tuttavia, nonostante queste dichiarazioni di principio, le politiche contrattuali spesso sembrano muoversi in direzione opposta. Si richiede ai dipendenti pubblici di essere il motore della modernizzazione e della transizione digitale, ma si negano loro le risorse necessarie per affrontare queste sfide con dignità e motivazione.
La logica dei vincoli economici rischia di creare un sistema in cui i lavoratori pubblici diventano i meno pagati in Europa, nonostante siano essenziali per garantire il funzionamento della macchina amministrativa. Questa disparità non solo danneggia i dipendenti, ma mina anche l’efficienza dei servizi pubblici, che dipendono dalla motivazione e dalla competenza di chi vi opera.
Il contratto collettivo deve bilanciare gli interessi delle parti e garantire sostenibilità. Ma questo non può avvenire a discapito del valore del lavoro pubblico. La Pubblica amministrazione ha il compito di trattare i suoi dipendenti non solo come una voce di costo, ma come risorse strategiche.
Investire nel benessere lavorativo, riconoscere economicamente il valore delle competenze e garantire progressioni di carriera adeguate non è solo una questione di diritti: è una necessità per costruire un sistema pubblico efficiente, equo e capace di affrontare le sfide della modernità.
Il contratto pubblico non può essere uno strumento per comprimere diritti e risorse, ma deve diventare un modello di valorizzazione del capitale umano. I vincoli finanziari e normativi, per quanto importanti, non possono prevalere sul rispetto della dignità del lavoro. Solo un’amministrazione che investe nei propri dipendenti può garantire servizi di qualità e rispondere alle aspettative dei cittadini.
Affrontare questa sfida significa superare le contraddizioni attuali e costruire un sistema pubblico che metta al centro le persone, il loro benessere e il loro valore insostituibile.
Policlinico Tor Vergata, mancato accordo sulle progressioni economiche
Sindacati: “Ennesimo schiaffo alle lavatrici e ai lavoratori della Fondazione Ptv. Pronti a tutte le iniziative di protesta”
Roma, 20 dicembre 2024 – Nessun accordo tra sindacati e Policlinico Tor Vergata sulle progressioni del personale inquadrato nel sistema sanitario regionale. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Nursind e Nursing Up si preparano a dare battaglia: “Sono lavoratrici e lavoratori che ogni giorno danno il massimo per assicurare servizi d’eccellenza, esattamente come i colleghi universitari. Basta discriminazioni. Negare addirittura i giusti avanzamenti di carriera è davvero troppo. Metteremo in campo tutte le azioni necessarie affinché siano tutelati i diritti di tutti gli operatori della Fondazione Ptv”.

“Dopo che al personale della Fondazione PTV non sono stati attribuiti incarichi di funzione organizzativa, dopo lo sforamento del fondo dello straordinario nonostante ne sia stato più volte richiesto l’attento monitoraggio, ora l’amministrazione decide di non permettere agli aventi diritto di usufruire dell’istituto contrattuale delle progressione economica (Dep), come da noi legittimamente richiesto”, spiegano le sigle sindacali.
“Le Dep sono indispensabili per dare riconoscimento al lavoro svolto con abnegazione e competenza dal personale della Fondazione che, oltre al danno degli straordinari, subirà l’ennesima beffa, visto che in tutti questi anni non ha potuto ottenere neanche un incarico di funzione organizzativa. Ora si palesa addirittura la mancata possibilità di una progressione economica, nonostante le disponibilità di risorse. Noi non ci accontenteremo di stigmatizzare il riprovevole comportamento del Ptv”.
“La situazione impone una presa di posizione nei confronti di una amministrazione miope e insensibile, data anche l’attuale condizione del personale tenuto all’oscuro da ogni informazione”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Nursind e Nursing Up. “Per questo metteremo in campo tutte le necessarie azioni di protesta e non ci fermeremo”.
La Segretaria Generale della UIL FPL, Rita Longobardi, critica duramente un emendamento alla Legge di Bilancio che vincola le risorse per il welfare integrativo al fondo del salario accessorio, soggetto ai limiti di spesa del 2016. La misura, secondo Longobardi, contrasta con il parere Aran 5911 e con la sentenza 17/2024 della Corte dei conti, che escludevano il welfare integrativo da tali vincoli.
Il Governo non solo azzera strumenti fondamentali per il sostegno al reddito, ma vanifica anche la valenza strategica del welfare aziendale, che può rappresentare un elemento chiave per migliorare l’attrattività del lavoro pubblico, oggi sempre meno competitivo rispetto al settore privato.

In un momento in cui è necessario investire per rendere il pubblico impiego più attrattivo e valorizzare il ruolo delle lavoratrici e dei lavoratori, si continua invece a penalizzarli con aumenti contrattuali del tutto insufficienti e decisioni che ignorano pareri autorevoli.
Il 18/12/2024 sono stato raggiunti due importanti accordi relativamente ad alcune rivendicazioni sindacali per il miglioramento delle condizioni lavorative del personale della Croce Rossa Italiana, per la UILfpl la firma è di Alessandro Cammino.
Modifiche intervenute nella disciplina dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) dal 2013 ad oggi.
Le recenti modifiche di cui al “decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, concernente la revisione delle modalità di determinazione e dei campi di applicazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)” hanno introdotto cambiamenti significativi nella valutazione delle condizioni economiche dei nuclei familiari. Questi interventi, nati con l’intento dichiarato di semplificare e rendere più equo il sistema di accesso alle prestazioni, stanno generando effetti variegati e talvolta controversi su una vasta gamma di famiglie e individui.
Per la UIL è stata riconosciuta l’importanza di alcune specifiche integrazioni, come la trasposizione di norme che rafforzano la tutela dei nuclei con persone disabili e non autosufficienti. Tuttavia, riteniamo necessario sottolineare che l’effettiva efficacia del regolamento dipenderà dalla capacità di garantire che i principi di equità e progressività trovino piena applicazione nel sistema fiscale e sociale.
Diffidate di quei sindacati pronti a firmare contratti al ribasso!
La diciamo noi la verità, pubblicamente, sui Ccnl della Sanità pubblica e degli Enti locali e sulle leggi! ![]()

Si è conclusa la prima giornata dei lavori del Consiglio Nazionale della Uil-Fpl a Roma.

Presente PierPaolo Bombardieri, Segretario Generale UIL, che con il suo intervento ha dato un’iniezione di entusiasmo e fiducia alla platea per continuare a lottare con l’obiettivo di tornare a dare concretamente valore al lavoro pubblico.

Tra i tanti temi dibattuti, la manovra di bilancio 2025, la trattativa sui rinnovi contrattuali pubblici e privati, la centralità dell’intelligenza artificiale, l’avvio della scuola di alta formazione, il nuovo modello organizzativo e le elezioni RSU.
Lo sciopero del 29 Novembre ha segnato una mobilitazione nazionale di un’intensità e adesione che non si registrava da anni, segnando una frattura netta tra esigenze del Paese reale e scelte governative.
La UIL ha svolto un ruolo di primo piano nel promuovere e guidare il percorso di mobilitazione, dimostrando una visione chiara delle sfide del Paese e delle soluzioni necessarie per affrontarle.
Uno sciopero contro una manovra di bilancio 2025 invece di rafforzare il sistema pubblico, sposta risorse verso il datore di lavoro privato, senza vincolarle ai rinnovi contrattuali, rafforzando un sistema che sfrutta il lavoro attraverso il dumping contrattuale e considera il pubblico come un costo e non come una risorsa.
Il Governo comprime lo Stato sociale, accantona il dialogo con le parti sociali a favore di decisioni legislative unilaterali, ignora il confronto necessario per garantire equità e tutela dei diritti dei lavoratori.
Lo stesso accade per tutto il pubblico impiego: la manovra innalza i requisiti pensionistici, ripristina il turnover negli enti locali e consolida una visione del settore pubblico come un costo da tagliare, anziché un investimento per la collettivita’. Questo approccio non solo peggiora le condizioni lavorative, ma compromette l’efficienza e la qualità dei servizi essenziali, aggravando le disuguaglianze territoriali e sociali.
Per non parlare delle proposte irricevibili sui rinnovi contrattuali della sanità pubblica e delle funzioni locali: siamo coloro che garantiscono la salvaguardia della vita e del sistema democratico del Paese:meritiamo rispetto e dignità contrattuale!
Il nostro dovere morale è quello di continuare a lavorare a servizio delle persone e dei loro diritti. Al centro di ogni nostra azione ci sono le persone: lavoratrici e lavoratori pubblici, che con il loro impegno quotidiano costruiscono il futuro del Paese. È per loro e con loro che ci battiamo, affinché il lavoro torni ad essere valore, dignità e motore di uguaglianza.
Durante i lavori è stato eletto all’unanimità, come nuovo membro della segreteria nazionale, Simone Selvaggio. Auguri di buon lavoro!
UIL – Unione Italiana del Lavoro PierPaolo Bombardieri
I ringraziamenti del Segretario Generale Pierpaolo Bombardieri e del Segretario Organizzativo Emanuele Ronzoni sullo sciopero generale del 29 novembre e le loro riflessioni:

IL LAVORO DELLA UIL FPL PREMIA GLI SFORZI, STABILITI ULTERIORI 10 MILIONI DI EURO PER IL PERSONALE CHE OPERA NEI PRONTO SOCCORSO!!!

NOTIZIE: Lazio: da Consiglio ok collegato bilancio, 130 milioni per investimenti e riduzione tasse
Roma, 27 nov Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato, il cosiddetto collegato al bilancio. La proposta di legge 170, relativa alle norme di semplificazione, modifiche a leggi regionali e disposizioni attuative di impegni presi con il governo, va ad intervenire in numerosi ambiti, tra questi: le politiche sociali, la tutela della salute, la difesa del suolo, gli Its Academy, l’agricoltura, lo sport e la cultura e lo sviluppo socioeconomico del territorio. Il documento prevede lo stanziamento di 130 milioni di euro, sbloccati dal ministero dell’Economia, che saranno riallocati per affrontare la prossima manovra di bilancio in termini di riduzione della pressione fiscale e di investimenti. Altri 48 milioni, invece, sono collegati a un’altra proposta di legge, che l’Aula della Pisana ha approvato, relativa ai debiti fuori bilancio. In particolare, quest’ultimo provvedimento contiene 38 milioni per il trasporto pubblico locale del Comune di Roma e 10 milioni per il contratto integrativo degli infermieri di pronto soccorso. L’obiettivo della proposta di legge è “semplificare la vita delle persone, delle imprese, dei tecnici”
Si tratta di un provvedimento che si compone di oltre 100 articoli
Mai più sole: il nostro impegno contro la violenza sulle donne

La violenza sulle donne è una piaga sociale che non conosce confini, né culturali né geografici. Ogni anno, migliaia di donne subiscono abusi fisici, psicologici ed economici che minano la loro libertà, la loro dignità e, troppo spesso, anche la loro vita. Come coordinatrice delle Pari Opportunità della UIL , sento la responsabilità di lanciare un messaggio chiaro: non possiamo e non dobbiamo tollerare questa situazione.
La parità di genere è il pilastro su cui costruire una società equa e inclusiva, dove nessuna donna debba più vivere nella paura o nel silenzio. Questo richiede un impegno concreto da parte di tutti: istituzioni, sindacati, associazioni e cittadini. Serve una rete di supporto capillare, che offra rifugi sicuri, assistenza legale e psicologica, e percorsi di reinserimento sociale per le vittime di violenza.
Ma non basta curare le ferite: dobbiamo prevenirle. E per farlo, è essenziale educare al rispetto e alla parità fin dalle scuole, promuovendo una cultura che rifiuti ogni forma di discriminazione e stereotipo di genere. Inoltre, è fondamentale che le politiche sul lavoro garantiscano a tutte le donne opportunità di crescita e indipendenza economica, perché la libertà passa anche dall’autonomia.
La UIL è in prima linea in questa battaglia. Con campagne di sensibilizzazione, formazione e interventi diretti, vogliamo costruire un futuro in cui nessuna donna debba più chiedere aiuto, perché nessuna sarà più lasciata sola.
Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, non deve essere solo un momento di riflessione, ma un’occasione per rinnovare il nostro impegno quotidiano. Solo insieme possiamo fare la differenza.
Giordani Catia
coordinatrice pari opportunità Uilfpl
DL Contro le aggressioni al personale sanitario diventa legge:

Apprezziamo la conversione in legge del decreto sul contrasto ai fenomeni di violenza nei confronti dei professionisti sanitari e socio-sanitari.
Un primo passo che riteniamo debba necessariamente accompagnarsi ad interventi strutturali più a monte, promuovendo politiche vere di prevenzione, a partire dai piani straordinari di assunzioni, ai corsi di formazione per la gestione delle situazioni di rischio e conflitto con gli utenti, dall’adeguamento del DVR, al rafforzamento di presidi di vigilanza, fino alla garanzia di tutela legale gratuita da parte delle Aziende sanitarie che devono costituirsi parte civile.
Siamo ogni giorno di fronte ad un bollettino di guerra, un quadro drammatico, con operatori sanitari demotivati, sviliti, stanchi e costretti a carichi di lavoro insostenibili per la carenza di personale; sono importanti le misure sanzionatorie ma è doveroso sanare il problema alla radice, offrendo alle cittadine e ai cittadini stremati dai tempi biblici della sanità e dal suo mal funzionamento, servizi pubblici fondamentali di qualità e riconoscendo il ruolo sociale dei dipendenti sanitari e sociosanitari che svolgono ogni giorno con spirito di servizio e abnegazione il proprio lavoro.
La UIL si confronta sui temi

Mentre il governo prosegue l’iter di approvazione della Legge di Bilancio 2025, la UIL fa una analisi mai demagogica ma pragmatica di quanto previsto da questa legge che di fatto regolerà le economie italiane nel 2025, analizza punto per punto quanto previsto e trae dei risultati purtroppo scoraggianti, ancora una volta UIL separa la propaganda dai fatti.
Alleghiamo questa memoria firmata UIL riguardante la Legge di Bilancio 2025 depositata ieri presso le Commissioni Riunite della Camera.
Messaggio di solidarietà agli agenti feriti a Roma nello svolgimento del proprio lavoro, le parole di Rita Longobardi Segretaria generale della UIL FPL


“Salario, salute, diritti, occupazione”: Uil-Fpl, Fp-Cgil e Uil-Pa scendono in piazza con una manifestazione nazionale

Grazie alle 30mila persone, lavoratrici e lavoratori, che oggi a Roma hanno preso parte alla manifestazione nazionale, organizzata dalla Uil-Fpl, Fp-Cgil e dalla Uil-Pa per rivendicare più assunzioni, salari dignitosi, maggiori risorse per la Sanità pubblica e le Funzioni locali e lo stop alle privatizzazioni, alle esternalizzazioni e all’aumento delle disuguaglianze tra Nord e Sud Italia. Il Governo non fa che impoverire i servizi pubblici. I dipendenti di tutti i settori pubblici stanno attraversando una crisi senza precedenti: pochi, svalorizzati, demotivati, sottopagati e costretti a turni massacranti per garantire l’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini.
Quello che la nostra Organizzazione sindacale pretende sono: salari dignitosi capaci di recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione che ha superato il 17%, il rinnovo dei Ccnl di tutte le lavoratrici e i lavoratori pubblici e privati, un piano straordinario di assunzioni per compensare la cronica carenza di personale (mancano, infatti, all’appello 1.200.000 dipendenti pubblici; nel 2026 ne andranno in pensione 300mila e nel 2030 700mila). E poi la stabilizzazione dei precari, migliori e più sicure condizioni di lavoro. Servono maggiori risorse per la sanità pubblica per garantire cure universali e gratuite. È in gioco la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici e il riconoscimento dei loro diritti costituzionali.
Chiediamo a Governo e Parlamento risposte concrete e adeguate nella prossima manovra economica attraverso ulteriori stanziamenti e un confronto con le OO.SS. per rinnovare i Ccnl e finanziare la sanità pubblica. Siamo il sindacato delle persone e non ci fermeremo fino a quando non vedremo rispettati tutti i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori!

Rinnovi CCNL Pubblici: la risposta di Rita Longobardi, Segretaria Generale Uil Fpl ad Antonio Naddeo, Presidente Aran

“Le recenti dichiarazioni di Antonio Naddeo, Presidente Aran, sulle percentuali dei rinnovi contrattuali del CCNL dei lavoratori pubblici degli ultimi anni si scontrano, purtroppo, con la realtà: siamo tra gli ultimissimi posti in Europa a livello di stipendi medi pubblici, aumentano in maniera esponenziale dimissioni volontarie e emigrazione dalle funzioni locali verso altri comparti pubblici e settori privati e dalla sanità verso l’estero” Così Rita Longobardi, Segretaria generale Uil-Fpl.
“Se vogliamo essere estremamente puntigliosi, ecco le percentuali di differenza tra l’IPCA e gli aumenti contrattuali proposti dal 2016 al 2024.
- 6,6%(anno 2022) + 6,9% (anno 2023) + 1,9% (previsionale anno 2024) = 15,4% aumento IPCA triennio 2022/2024 a fronte di un 6% di aumento proposto.
- 0,8% (2019) + 0,7% (anno 2020) + 0,7% (anno 2021) = 2,2% aumento IPCA per il triennio 2019/2021 a fronte di un rinnovo del 4,38%
- 0,1% (2016), 0,9% (2017), 0,8% (2018)= 1,8% aumento IPCA triennio 2016/2018 a fronte di un rinnovo del 3,48%
“Per cui a fronte di un’IPCA cumulata 2016-2024 pari al 19.4% e rinnovi contrattuali al 13,86% per lo stesso periodo, rimane una differenza del 5,54% non retribuita e corrispondente alla perdita di potere d’acquisto negli ultimi 8 anni” prosegue Longobardi, che conclude “questa è un’analisi più oggettiva, sulla base di reali aumenti erga omnes, e non sulla base di aumenti medi legati ad indennità specifiche che, tra l’altro, non riguardano l’intera platea dei dipendenti pubblici”.